Varietà

"Duca della Corgna", una storia che cammina tra grappoli e vigneti, potature e vendemmie, attenzioni e cure.

Al palato giungono i sapori classici del Trasimeno: in particolare quello raro e nobile del Trasimeno Gamay (o Gamay Perugino) e dell’altro vitigno autoctono, il Grechetto. A questi si accompagnano i più tradizionali e noti Sangiovese e Trebbiano toscano.

Trasimeno Gamay

Il Trasimeno Gamay (o Gamay perugino) nulla ha in comune con il Gamay che si coltiva in Francia, soprattutto nella zona del Beaujolais: si tratta infatti di Grenache o Garnacha, rifugio di pregio presente nei paesi del bacino mediterraneo con diversi nomi a seconda delle località (in Spagna "Alicante", in Francia "Grenache", in Sardegna "Cannonau", in Friuli "Tai (ex Tocai) Rosso").

La storia del Cannonau racconta che sia stato importato in Sardegna dall'Aragona, durante la dominazione spagnola dal XV al XVIII secolo.

E' verosimile che il vitigno sia poi stato introdotto nell'area del Lago Trasimeno e quindi nel Veneto.

Vinificato in purezza produce vini estremamente interessanti ed originali: ha un ampio profumo, colore rosso, sapori di mandorla amara, frutta secca, ciliegia, frutti a bacca rossa (lampone, amarena, prugna, mirtillo e fragola, talvolta floreali di violetta e rosa).

I vini ottenuti dalla vinificazione in purezza sono i rossi Divina Villa Etichetta bianca, Divina Villa etichetta nera ed il Rosato Martavello.

 

Forma di allevamento: cordone speronato basso
Gestione del suolo: prevalentemente inerbito
Densità di impianto: 4.000 – 5.000 Viti/Ha
Rese: 4,5 t/Ha etichetta nera - 6 t/Ha etichetta bianca - 7t/Ha Martavello
Tipologie di suolo: formazione sedimentaria. La tessitura varia da sabbio-argillosa ad argillosa, talvolta con scheletro apprezzabile.
Altitudine media dei vigneti: 300-350 m. s.l.m.
Morfologia del terreno: collinari, ben esposti e ventilati
Irrigazione: non utillizzata
Vendemmia: manuale

 

Grechetto

Nonostante sia diffuso e coltivato in numerose aree viticole non si hanno elementi tali da accertare l'origine del vitigno.

Il nome, Grechetto, sembrerebbe collegarlo inequivocabilmente alla Grecia anche se in realtà sia da ricondurre al Medioevo, quando i vini prodotti con questa uva ricordavano gli aromi e i sapori di quelli provenienti dal Mediterraneo orientale. In Umbria sono presenti due biotipi che differiscono per diverse caratteristiche ampelografiche e, in particolare, la forma del grappolo. Il biotipo di Todi ha grappolo cilindrico, corto e compatto, quello di Orvieto possiede un grappolo alato, meno serrato.

Nella zona dei Colli del Trasimeno è speso vinificato in purezza per la produzione di vini varietali, mentre oltre i confini umbri è utilizzato prevalentemente in uvaggio come miglioratore.

I vini prodotti con il Grechetto hanno colori che vanno dal giallo paglierino al giallo verdognolo, esprimono  delicati aromi fruttati con sentori di mela, sono moderatamente acidi e sufficientemente alcolici.

Il Grechetto è alla base del vino bianco di maggior pregio della Cantina del Trasimeno, il Nuricante.

Allevamento: cordone speronato basso
Tipologia di potatura:
Densità di impianto: 3.500 – 4.500 viti/Ha
Rese: 6,5 t/Ha
Tipologie di suolo: formazione sedimentaria. Terreno tendenzialmente sciolto con presenza di sabbie gialle, in parte con abbondante scheletro. Presenza media di calcare.
Altitudine: 250/300 m. s.l.m.
Morfologia del terreno: media collina, ben esposta, ma non soggetta ad eccessi termici
Irrigazione: non prevista.
Vendemmia: manuale